nonostante le baruffe legali sulla pirateria musicale, la tecnologia p2p ha molti utenti ed è qui per restarci.
Immaginate un sistema di memorizzazione globale dell'informazione. Dovrebbe essere enorme, capace di distribuire a ciascuno milioni di files, alcuni di questi di enorme dimensione, ovunque nel mondo e in pochi minuti. Dovrebbe configurarsi e mantenersi automaticamente piuttosto che essere controllato in modo centralizzato per assicurare che non ci sia un punto debole centrale. E dovrebbe essere sicuro, capace di supportare milioni di utenti mentre resiste a costanti attacchi sia fisici sulla sua infrastruttura sia da software malevoli che circolano sulla rete.
Un tale sistema sembra essere molto allettante, soprattutto se confrontato con Internet, che è diventata una parte critica dell'infrastruttura economica ma è costantemente afflitta da pericoli di sicurezza e può intasarsi se troppi utenti cercano di usare la stessa risorsa nello stesso momento. Eppure questo sistema ideale esiste già, nella forma delle reti di file sharing p2p come eDonkey, KazaA e tante altre...
La tecnologia, che viene usata da milioni di amanti della musica per scaricare canzoni - infrangendo solitamente le leggi sul diritto d'autore, viene osteggiata dall'industria dell'intrattenimento. Sia in America che in Europa, le aziende della musica e del Cinema ricorrono sempre più spesso alla Corte e fanno pressioni per avere nuove leggi che rendano illegale la stessa tecnologia P2P. Ad Ottobre, un gruppo commerciale che rappresentava l'industria dell'intrattenimento si è spinto a chiedere alla Corte Suprema americana di valutare se i produttori di software P2P potessero essere considerati responsabili per le violazioni di copyright dei propri utenti. Alcuni ufficiali del Dipartimento di Giustizia hanno anche suggerito che l'uso del P2P possa supportare il terrorismo. Tale tecnologia viene condannata anche in quanto sistema di distribuzione della pornografia illegale.
Tuttavia nonostante sia demonizzata ci sono buone ragioni perché tale tecnologia venga osannata - ed i suoi benefici dovrebbero essere più ampiamente studiati e sfruttati. 'Certo l'idea che la robustezza e la sicurezza di Internet venga migliorata con una tecnologia usata per scambiarsi illegalmente musica può sembrare strana' sostiene Yochai Benkler della Yale Law School, che ha presentato l'idea in un recente articolo "occorre riflettere su quanto siano robusti questi sistemi. Le reti P2P hanno dovuto affrontare anni di assalti legali, tecnici e fisici ..e sono ancora perfettamente in funzione"
La ben nota equazione P2P = pirateria ha oscurato il fatto che la stessa tecnologia sia applicata in maniera costruttiva nei campi più svariati, dalla distribuzione dei contenuti e dall'instradamento delle chiamate vocali su Internet all'immagazzinamento distribuito ed alla ricerca.
Tecnicamente "peer-to-peer" si riferisce alla capacità di un computer di comunicare direttamente con un altro computer che ha in esecuzione lo stesso software senza dover passare attraverso intermediari. Sebbene questa sembra essere la descrizione di come funziona Internet stessa, la realtà è leggermente diversa. Nonostante Internet fosse stata originariamente pensata per essere decentralizzata si è evoluta in maniera diversa più simile ad un sistema centralizzato. I Personal computer alla periferia della rete si connettono a potenti server nel centro per fare cose come inviare email o recuperare pagine Web. Quella che una volta era una rete di uguali, fatta di macchine che entrambe producevano e consumavano contenuti è diventata qualcosa simile a 'guardate la televisione attraverso pacchetti di dati' dice Clay Shirky, consulente tecnologico.
La forza nei numeri
Il Peer-to-peer collega direttamente tra loro i computers - ed una volta che si sono uniti i personal computer possono fare ciò che da soli non avrebbero mai potuto realizzare. La maggior parte dei sistemi P2P permette agli utenti di condividere risorse: potenza di elaborazione, capacità di memorizzazione dati o larghezza di banda. Nel caso della condivisione di musica gli utenti stanno, in effetti, creando un enorme sistema di archiviazione dal quale tutti loro possono reperire canzoni. Più della metà del traffico Internet è oggi generato dalle applicazioni p2p, secondo CacheLogic, una compagnia di servizio delle reti P2P locata in Inghilterra. Le cifre di BigChampagne, società di ricerche su Internet di Beverly Hills in California, suggeriscono che almeno il 10% dei contenuti sulle reti P2P sono del tutto legali e non violano i diritti dell'industria dell'intrattenimento.
Il sistema P2P più attivo, che causa il 35% di tutto il traffico su Internet secondo CacheLogic, è chiamato BitTorrent.
E' un progetto open source che è gratuito da usare e consente che files di grande dimensioni vengano memorizzati e trasferiti in modo efficiente e senza alcun costo. Sebbene anch'esso sia usato per scambiare musica pirata, funziona meglio quando distribuisce file molto grandi come film, giochi e grandi pacchetti software come sistemi operativi Linux - cosa che sarebbe altrimenti molto costosa.
Parte del successo di BitTorrent deriva dal modo in cui spinge gli utenti sia a prendere che a dare. Uno studio nel 2000 fatto su una rete P2P mostrò che il 70% degli utenti non condivideva mai file e quasi la metà dei file disponibili erano offerti solo dall'1% degli utenti. BitTorrent è progettato per rimediare a questo. Ricompensa coloro che condividono file con gli altri incrementando la velocità di download alla quale gli utenti generosi possono ricevere contenuti, spiga Bram Cohen il creatore del sistema. Più condivisione significa avere più punti da dove potenzialmente sono memorizzate copie dello stesso file, cosa che in cambio aumenta la velocità di accesso al file stesso. BitTorrent usa una tecnica chiamata swarming, secondo la quale i files sono divisi in pezzetti più piccoli che quindi sono scambiati tra i vari peers. Due peer che scaricano lo stesso file allo stesso tempo possono anche scambiarsi parti che hanno già ricevuto da altri peers, aumentando l'efficienza del trasferimento.
La capacità del P2P di distribuire in maniera efficiente i contenuti ha fatto nascere una serie di iniziative per la creazione di una distribuzione P2P legale. LionShare, ideato alla Penn State University, usa un programma di file sharing per incoraggiare lo scambio di materiale accademico nel mondo. Poi c'è Kontiki, un prodotto P2P commerciale, che viene usato per scambiarsi programmi online. Kontiki posiziona parti di grandi files sul PC in rete, per incrementare la performance. In questo modo anche i computer sulla periferia della rete , non solo i grandi server al centro, aiutano a memorizzare e ad inviare files. Allo stesso modo Red Swoosh gestisce una rete P2P per la condivisione legale di contenuti protetti da copyright " Prendiamo questa tecnologia di cui ha paura l'industria dell'intrattenimento e trasformiamola in qualcosa che desidereranno " dice Travis Kalanick, chairman della Red Swoosh.
Una organizzazione che conta sulla distribuzione di contenuti P2P è l' Internet Archive, una libreria pubblica non profit di contenuto digitale co-fondata da Brewster Kahle, imprenditore tecnologico di San Francisco. L'archivio usa cinque diversi sistemi P2P così che può distribuire audio e video 'senza spendere capitali in banda' dice il Sig Kahle. Senza il P2P, dice, solo le grandi aziende sarebbero in grado di affrontare la distribuzione di grandi quantità di video online. Il P2P permette ad individui ed iniziative non-profit come la sua di distribuire contenuti multimediali.
"Usando un approccio peer-to-peer i tradizionali limiti di Internet vengono superati alla grande", dice Cory Doctorow di Electronic Frontier Foundation Il P2P elimina la 'penale da popolarità' che rende i contenuti desiderati difficili da ottenere. Con sistemi come BitTorrent, più il file viene richiesto più diventa facile reperirlo online. Il contenuto finisce automaticamente per essere memorizzato vicino agli utenti che lo richiedono, migliorando la performance del sistema.
Ma il P2P è molto di più di un efficiente sistema di distribuzione di informazione. Lo stesso approccio ha ispirato altre applicazioni. I creatori di KaZaA, una rete P2P usata principalmente per condividere musica e video, hanno venduto l'azienda e fondato Skype, un servizio telefonico gratuito su Internet che usa un'architettura P2P per instradare messaggi vocali piuttosto che file musicali da un PC ad un altro. ( Sia KaZaA che Skype si basano sull'idea che alcuni computer dovrebbero qualificarsi come 'supernodi', simili a vigili volontari, per assicurare un flusso fluido di dati tra le altre macchine sulla rete).
Un'altra azienda, Groove Networks, usa un sistema simile al P2P per fornire spazi di lavoro condivisi per le collaborazioni online: permette, per esempio, a più persone di modificare lo stesso documento contemporaneamente. Il P2P è anche una valida soluzione alla realizzazione di un servizio di backup basato su Internet. E perché non costruire un motore di ricerca basato sui principi del P2P che consiglia documenti basandosi sulle preferenze degli altri utenti, come ad esempio Amazon raccomanda libri basandosi sugli acquisti degli altri clienti? " Il P2P è la naturale perfetta evoluzione di Internet - nei fatti un ritorno allo stile ed all'uso originario che il suo creatore voleva in realtà realizzare" spiega Ian Clarke, fondatore di FreeNet, una rete P2P che fornisce anonimato al fine di evitare la censura.
Assodate le origini militari di Internet, anche l'esercito americano guarda con interesse all'uso della tecnologia P2P sul campo di battaglia. Invece di distribuire l'informazione in modo gerarchico, potrebbe avere più senso per i soldati scambiarsi dati usando un approccio P2P ( Alcune radio militari funzionano già in questo modo: usano una tecnica di autoconfigurazione chiamata 'mesh networking', dove ogni radio agisce anche come nodo per interconnettere altre radio adiacenti)
Con tutte queste risorse da condividere ed il procedere della decentralizzazione qualcuno potrebbe pensare che Internet alla fine diventerà una grande e felice community come qualcuno dei suoi visionati più ottimistici ha sperato. Ahimè ad infrangere quel sogno ci ha pensato Bernardo Huberman, direttore dell' Information Dynamics Lab presso i laboratori della Hewlett-Packard " IL P2P è una architettura - ciò di cui abbiamo bisogno è un meccanismo di mercato" dice. In quel modo gli utenti P2P possono essere giustamente ricompensati per la condivisione di cicli di processore, capacità di memorizzazione o larghezza di banda con gli altri. I suoi ricercatori hanno, per esempio, sviluppato un sistema chiamato Tycoon, il quale vende all'asta capacità di calcolo. Questo tipo di approccio, argomenta, è vitale se le applicazioni P2p devono evolversi dai sistemi di volontari attuali a qualcosa che le grosse firme vorranno adottare.
Pressione sui Peer
Il pericolo è che gli sforzi legali per eliminare gli usi illegali del P2P possano pregiudicare le prospettive di suoi virtuosi usi, soffocando gli investimenti. Nel caso di Napster, tempo fa uno dei servizi P2P più popolari per la condivisione di musica, la decisione di una corte nel 2001 portò alla chiusura del servizio. Questo ha smorzato la volontà degli investitori a finanziare altre aziende per lo sviluppo di tecnologie collegate al P2P, anche se oggi ci sono tanti esempi di uso legale del P2P.
Nel frattempo si continua a scrivere codice per applicazioni p2p. " Il P2P non ha bisogno di vincere nessuna causa - e' pura e semplice tecnologia. Una volta che lo hai tirato fuori dalla scatola non lo puoi più richiudere, e questo è tutto" dice il Sig Cohen parlando, come ci si aspetterebbe da un pioniere del P2P, della rete telefonica P2P SkyPe.